COLPO DI FRUSTA: COME LO GESTISCO?

Il colpo frusta (whiplash) è un meccanismo traumatico distorsivo di accelerazione-decelerazione del tratto cervicale. Comunemente, associamo il colpo di frusta ad un incidente stradale, tuttavia può verificarsi in concomitanza di traumi di qualsiasi tipo in cui vi sia un cambiamento improvviso di accelerazione del corpo, come in attività sportive o in rovinose cadute.

Cosa succede durante un colpo di frusta?

La nostra testa pesa circa 5 kg, carico non indifferente che i muscoli e i tessuti molli del collo devono sostenere in modo costante.

Ma se esposta a traumi in cui vi sono brusche e improvvise accelerazioni, come negli esempi sopra citati, i tessuti che devo sostenere il controllo del capo non riescono a lavorare in modo efficiente, perdendo il controllo.

Durante il trauma, i muscoli e i legamenti vengono sottoposti a tensioni estreme e in risposta al “pericolo” si contraggono, proteggendosi. Questo succede due volte, sia nell’accelerazione che nella decelerazione, per cui il danno è doppio e può coinvolgere strutture sia anteriori che posteriori.

Quali possono essere le conseguenze?

I giorni successivi al trauma, tendono ad essere i peggiori e risultano decisivi nel determinare l’entità del danno.

Le conseguenze dell’impatto possono provocare fratture ossee e/o lesioni dei tessuti molli che si possono estendere anche alla regione dorsale e temporo-mandibolare.

Questi danni e disfunzioni, a loro volta, possono portare ad un insieme di manifestazioni cliniche denominate Whiplash Associated Disorders (WAD).

Trattandosi di un meccanismo traumatico, si possono configurare quadri clinici variabili a seconda della gravità dell’impatto e delle strutture coinvolte.

I sintomi cardine sono la rigidità e il dolore al collo a cui possono associarsi nausea, vertigini, acufeni, mal di testa e formicolii lungo gli arti superiori.

Si stima che circa il 30-50% dei pazienti che subisce un colpo di frusta, svilupperà problematiche cervicali croniche. Questo significa che il colpo di frusta non va assolutamente sottovalutato.

Collare cervicale e farmaci: consultare il medico

Dopo aver effettuato gli accertamenti del caso allo scopo di escludere lesioni di strutture delicate, probabilmente ti consiglieranno di portare il collare cervicale per un periodo ti tempo variabile, ma comunque della durata di pochi giorni.

In realtà, però, il “collarino” dovrebbe essere consigliato solo in caso di frattura o di instabilità vertebrale, eventi non poi così frequenti per questo tipo di traumi.

Se non avete lesioni di tale entità, il mio consiglio è quello di rivolgervi al vostro medico curante e chiedere se è concesso, per il vostro caso specifico, evitare il collare.

Recenti evidenze scientifiche dichiarano che la terapia precoce è risultata molto più efficace dellʼimmobilizzazione con collare, poiché permette un miglior controllo del dolore sia nel breve che nel lungo periodo, previene la cronicità e consente di ridurre le spese di gestione favorendo il ritorno più completo a situazioni lavorative e di svago.

Quello che devi fare, quindi, è di evitare l’immobilità e muovere il collo sulla base di quello che può sopportare e ti concede, altrimenti i sintomi potrebbero peggiorare il completo recupero potrebbe essere compromesso.

L’uso di qualche farmaco anti-infiammatorio od antidolorifico potrebbe aiutarti a gestire la fase iniziale e acuta, potendoti aiutare a riposare meglio. A tal proposito, consulta il tuo medico per avere indicazioni chiare per il loro utilizzo.

Come posso gestire al meglio il problema?

L’esecuzione di movimenti delicati del collo di rotazione, flessione, estensione e inclinazione possono essere un buon modo per guarire prima e meglio. Ricordati però di eseguirli seduto su una sedia con schienale in una posizione dritta e confortevole: fai attenzione a non irrigidire altre parti del corpo e quindi rilassa le spalle, mantieni il collo verticale e le scapole appoggiate allo schienale.

Inoltre, molto utile in questi casi è la borsa dell’acqua calda da mettere sui muscoli rigidi e dolenti, ti aiuterà a ridurre il dolore e a rilassare l’area della cervicale.

Quando ti trovi al lavoro, assicurati di assumere una postura corretta e non stressante per il tuo collo, evita di stare troppo tempo fermo nella stessa posizione cambiandola ogni 15-20 min.

Man mano che i sintomi diminuiscono e gli esercizi diventano meno difficoltosi, è possibile aumentare l’ampiezza e l’intensità dei movimenti.

Come per ogni tipo di problematica muscolo-scheletrica, gli esercizi sono fondamentali e vanno fatti poco, ma più volte durante la giornata.

La fase finale del recupero coincide con il recupero del controllo e della forza muscolare che inizialmente risulterà debole e affaticata, ma che poi, sotto la guida di un fisioterapista specializzato, ritornerà meglio di prima.