CIFOSI DORSALE: L’IMPORTANZA DELLA FISIOTERAPIA

Un pò di anatomia…

Il rachide è suddiviso in 5 segmenti vertebrali:

– 7 cervicali
– 12 dorsali
– 5 lombari                                                                                                           – 5 sacrali
– 4 coccigee

La colonna vertebrale è composta da 4 curve, lordosi cervicale e lombare, e cifosi dorsale e sacro-coccigea. Queste curve ci permettono di distribuire il peso in modo omogeneo e di muoverci più facilmente.

Il tratto più mobile è quello cervicale, che ci permette di orientare la testa nello spazio.

Il tratto dorsale, al contrario, risulta essere quello meno mobile e di conseguenza più stabile. Questo è dovuto sia dalla conformazione anatomica delle vertebre sia dalla presenza delle coste, infatti, tutte le coste si agganciano alle vertebre dorsali, conferendo così protezione ai nostri organi interni.

Tutte le vertebre, tranne le sacrali e coccigee, sono separate tra loro da un disco intervertebrale che funge da cuscinetto per le sollecitazioni meccaniche. La lesione del disco posta a una protrusione o erniazione del liquido da lui contenuto.

Cosa succede in caso di danno?

Ogni tratto ha delle precise caratteristiche fisiologiche, quando queste variano tutto il rachide ne risente.

Il tratto dorsale, in alcune condizioni, tende a diventare rigido e/o ipercifotico.

La prima condizione comporta una perdita di mobilità in tutte le direzioni, in particolare in estensione.
Il segmento dorsale, facendo parte di un complesso sistema, influenza tutta la colonna.
I segmenti cervicale e lombare, infatti, tenderanno a lavorare eccessivamente per sopperire all’ipomobilità dorsale.

Tutti i muscoli presenti sulla colonna risentiranno di questa limitazione di movimento, sia quelli che ci permettono di muovere la colonna sia quelli che la stabilizzano. Non bisogna assolutamente dimenticare che anche i muscoli respiratori potrebbero soffrire di questa condizione.
Nel tempo, anche i corpi delle vertebre potrebbero subire delle modificazioni, infatti, la parte del corpo vertebrali maggiormente copressa tenderà ad assottigliarsi, peggiorando il quadro clinico.

La condizione in cui la curva dorsale diventa eccessiva rispetto agli standard fisiologici, viene chiamata ipercifosi o cifosi patologica, generalmente di tipo congenita.
Classifichiamo le ipercifosi in strutturali e posturali.
La prima è conseguente ad un problema strutturale, quindi principalememente osseo, ed è spesso associata ad alterazioni di tipo scoliotico.

La seconda, invece, è conseguente ad squilibrio muscolare o ad un vizio posturale.

Cosa fare se si ha questo tipo di disturbi?

La diagnosi precoce è fondamentale.
Quando un problema è di natura strutturale, la correzione avverrà tramite l’uso di corsetti che stimolano la corretta postura.

L’esercizio terapeutico e la terapia manuale risultano essere di fondamentale importanza sia come terapia aggiuntiva all’utilizzo del corsetto sia nelle condizioni di cifosi rigida e ipercifosi posturale. La scelta degli esercizi deve essere fatta da fisioterapista esperto, che dovrà insegnarli correttamente al paziente affinchè lui li svolga quotidianamente.

Avere il fisioterapista di fiducia fa la differenza!